Cos’hanno in comune questi quattro fotogrammi di celebri film?

Di recente qualcuno ha visto il film di Ridley Scott “House of Gucci”, sull’omicidio di Maurizio Gucci, erede della griffe di moda? Pellicola dal cast stellare: Lady Gaga, Al Pacino, Adam Driver, Jeremy Irons; in più di una scena appare una bottiglia di Moscato d’Asti DOCG, dell’azienda vitivinicola Valter Bera di Neviglie. Tuttavia non è la prima volta che il Grande Cinema si serve di vini piemontesi.

Vediamone alcuni: nel 2011 esce “Hereafter”, capolavoro di Clint Eastwood. In una scena cruciale, il protagonista – Matt Damon – intraprende un corso di cucina italiana che comincia con questo monito dello chef: “Ai corsi di aerobica ci si scalda con lo stratching; noi ci scalderemo con un buon bicchiere di Barbaresco, un fantastico vino del Piemonte, nel Nord dell’Italia, fatto con uva Nebbiolo. Bevetene un sorso, coraggio. Salute!”. La bottiglia stappata e versata si tratta di un Barbaresco DOCG dell’Azienda Agricola Rivetto.

Nel 1996 Barry Levinson è regista di “Sleepers”, pellicola strepitosa. Nella conviviale scena finale, in centro alla tavola campeggia un’inconfondibile bottiglia di Roagna. Che sia stato un attore italiano del cast a suggerirla? Può darsi, perché oltre a Brad Pitt, Dustin Hoffman e Robert De Niro, c’è anche Vittorio Gassman.

Nel 1975, Luigi Comencini dirige “La Donna della Domenica”; tra le eccellenze artistiche quali Marcello Mastroianni, Lina Volonghi, Bisset, Trintignant e le musiche di Morricone, in una scena ambientata sulle colline torinesi (il soggetto è di Fruttero e Lucentini), fa capolino sulla tavola un altro tipo di eccellenza: il Barbaresco DOCG prodotto da Gaja.

Facciamo caso: tutte queste bottiglie sono stappate in occasioni conviviali, aggregative. Ecco perché il vino non è un prodotto alcolico qualunque, ma una lezione indiretta di cultura sociale che i nostri vecchi hanno conosciuto bene. Se si stappa una bottiglia in compagnia, mezza lezione è imparata. Ciak, si gira!