30 Aprile 2026
ABITARE IL PIEMONTESE – il libro, San Paolo edizione.
Una lingua raccontata in oltre 400 parole
La raccolta di 9 anni di rubrica, in omaggio per gli abbonati a Gazzetta d’Alba; in vendita in libreria o su Amazon.
Educazione, quindi pensiero, lavoro, sentimento, nutrimento e, solo alla fine, parola pronunciata: Abitare il Piemontese è uno sguardo sul mondo. Le narrazioni nascono da espressioni che svelano mondi, da aneddoti capaci di indagare la forma mentis di una civiltà antica e ancora vitale. Gesti semplici che dicono molto del bisogno di riconoscersi in una lingua e dei legami che crea.
Ogni lingua ha una storia e nessuna vale meno di un’altra. Il piemontese è una lingua neolatina che comprende i dialetti di zona, fino a un lessico variabile da paese a paese, da famiglia a famiglia; possiede una grammatica (qui useremo il sistema brandé) e una letteratura. Accoglie influssi arabi, ebraici, germanici, celtici, greci; presenta assonanze, calchi e prestiti che intercettano le parlate dei popoli confinanti. Dietro ogni parola, come dietro ogni persona, c’è una storia.
Questo libro non vuole essere un dizionario. I testi fondamentali che mi succede di consultare sono “Rastlèiȓe” di S. Viberti e P. Culasso (a cui si deve la variante della mia zona, così come il segno grafico della ȓ fricativa), il “Neuv Gribàud” di G. Gribaudo, il “Camillo Brero”, il “Repertorio Etimologico Piemontese” a cura di A. Cornagliotti, il mitico “Sant’Albino” e “Antiche fiabe e novelle delle Langhe” curato da G. Giamello.
Il merito va alla moltitudine di persone incontrate lungo il cammino. Due su tutte non sono più tra noi: Donato Bosca, in Langa, e Corrado Quadro, nel Roero. Questo libro è di tutti: il privilegio maggiore sta nel condividere qualcosa di antico che nessuno di noi ha inventato, ma che abbiamo ereditato per abitare il mondo.
«Non esistono lingue morte ma solo cervelli in letargo». Abitare il piemontese è un invito a rallentare, a lasciarsi attraversare da un lessico che parla di vita, amore e silenzi. Recuperare il piemontese significa ritrovare un pezzo della mia infanzia e dell’immaginario collettivo per guardare meglio avanti. Se non qui, dove? Se non ora, quando?